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Sito n. Descrizione Località file PDF
114 Lago di Busche Cesiomaggiore, Lentiai  
Siti Interesse Naturalistico (SIN) (vedi scheda n. 69)  
   
  Vedute del Lago di Busche (Cesiomaggiore, Lentiai) (Fonte: www.valbelluna.info)

 

  • Dati identificativi
  • Estensione sito
  • Qualità e valori
  • Stato di conservazione
  • Riferimenti
  • Descrizione

Nome del sito/manufatto

Lago di Busche

Tipo sito:

La zona è situata su un lago artificiale situato a 240 m.s.l.m. che è stato creato per fare da sbarramento per alimentare le centrali idroelettriche. Funzione secondaria del bacino è anche quella di alimentare i canali di irrigazione delle pianura. Nel corso del tempo l’area ha acquisito nuovamente livelli maggiori di naturalità recuperando la flora e la fauna tipiche di questa regione. Per questo motivo oggi è diventata nuovamente un area di interesse, principalmente per la avifauna sia stanziale che migratoria che si ferma qui per una tappa durante gli spostamenti. Queste zone umide di riconosciuta valenza scientifica per la presenza di fitocenosi rare e comunità ornitiche di pregio possono offrire un grande vantaggio allo sviluppo del turismo sostenibile sia per gli appassionati di birdwatching che per semplici escursionisti che apprezzano gli splendidi paesaggi dell’area.  Si riscontra la presenza di un biotopo molto interessante che comprende il lago artificiale sul fiume Piave, le sue sponde e parte del greto a valle dello sbarramento. Le rive sono coperte dal canneto e bosco ripariale, che offrono un habitat ideale per gli uccelli.

Localizzazione (Comune, Prov):

Tra il comune di Lentiai, di Cesiomaggiore e Feltre, BL, Italia

Coordinate GIS:

Coordinate (tipologia Gauss Boaga): X: 1731290 - Y: 5102856  

Anno di
realizzazione/istituzione:

Istituito nel 2003 in quanto zona a protezione speciale (ZPS)  denominato Lago di Busche, vincheto di Cellarda, Fontane.

Responsabile per la gestione:

Regione Veneto, Provincia di Belluno

Istituto di riferimento:

Provincia Belluno, comuni di Cesiomaggiore e Lentiai

Destinazione originaria:

Area di pertinenza fluviale del Demanio Idrico

Destinazione attuale:

- Sito ZPS della rete europea natura 2000 formulario standard IT3230032;
- Vincolo paesaggistico per il decreto  Legislativo 41/2004 e Decreto Legislativo 18 maggio 2001, n. 277, sia per il bosco che per l’acqua del torrente e del lago stesso;
- L’area è stata individuata come ambito naturalistico e zona umida ai sensi dell’art. 19  e 21 delle norme tecniche di attuazione del PTRC;
Il lago di Busche è stato individuato quale biotopo e area di tutela del Piano Territoriale Provinciale.

Accessibilità:

Arrivando da Venezia uscendo dall’A27, a Ponte delle Alpi si procede fino a Belluno. Superato il capoluogo di provincia si procede lungo la SS50 superando i centri abitati di Sedico e  di Santa Giustina. Si prosegue infine fino a busche dove apposita segnaletica conduce facilmente fino al lago.
Giungendo da Treviso si prosegue invece per la SR 348 fino a Vas dopo ci si immette nella SP1BIS, in direzione Busche Lentiai finché si giunge al lago direttamente dalla strada.

Contatto per la visita:

Libero accesso.

Superficie

139 ettari la superficie del lago 537 ettari l’area SIC/ZPS complessiva

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Qualità delle acque

Il fiume Piave passa lungo tutta la Valbelluna. La qualità delle acque è ancora buona anche se iniziano ad aumentare gli scarichi lungo il corso del fiume dovuto agli insediamenti sulle rive. A Busche uno sbarramento preleva l’acqua che viene utilizzata per alimentare le centrali di Quero e Pederobba e poi viene utilizzata per scopi irrigui. Per questo motivo si forma il lago artificiale, inizialmente usato per alimentare centrali idroelettriche divenuto infine sede di importanti habitat.

Valori ambientali e paesaggistici

Il paesaggio che caratterizza il lago è molto suggestivo,sia per il lago stesso ma soprattutto in virtù della varietà di forme di vita sia vegetali che animali che vivono nell’area. La vegetazione è composta principalmente da boschi mesofili di latifoglie e alluvioni fluviali ghiaiose. Si riscontra una grande varietà di vegetazione igrofila perilacustre, la presenza di comunità idrolitiche natanti ed elofitiche, oltre che fragmiteti, magnocariceti, cespuglieti igrofili a Salix cinerea, alneti di ontano bianco, prati pingui sfalciati e arbusteti xerofili a olivello spinoso.
Di pregio c’è la presenza di Giaggiolo acquatico (Iris pseudacorus), raro in provincia. Sulla sponda sinistra si diffonde il magnocariceto, formazione a Carice spondicola (Carex elata) e lembi di canneto a Cannuccia di palude (Phragmites australis). Il saliceto a Salice comune (Salix alba) circonda il lago, sulle ghiaie domina il Salice di ripa (Salix riparia).
La caratteristica principale dell’area è la presenza consistenze dell’avifauna acquatica. Per importanza ornitologica è il secondo lago della provincia. Rientra nelle oasi faunistiche provinciali. Interessanti gli avvistamenti di uccelli quali Airone bianco maggiore (Egretta alba), Smergo maggiore (Mergus merganser), Svasso collorosso (Podiceps grisegena), Fistione turco (Netta rufina), Labbo codalunga (Stercorarius longicaudus) e Pesciaiola (Mergellus albellus). Nidificano: la Folaga (Fulica atra), unico sito per la provincia, il Germano reale (Anas platyrhynchos), il Tuffetto (Tachybaptus ruficollis), la Gallinella d’acqua (Gallinula chloropus), il Martin pescatore (Alcedo atthis), l’Usignolo di fiume (Cettia cetti), il Rigogolo (Oriolus oriolus), la Moretta (Aythya fuligula), ecc.. Tra i più importanti uccelli al passo primaverile o che sostano in inverno ci sono l’Airone rosso (Ardea purpurea) e quello cenerino (Ardea cinerea), la Nitticora (Nyctycorax nyctycorax), il Tarabusino (Ixobrychus minutus), il Moriglione (Aythya ferina), l’Alzavola (Anas crecca), la Marzaiola (Anas querquedula), il Codone (Anas acuta), il Mestolone (Anas clypeata). Non mancano il Cormorano (Phalacrocorax phalacrocorax sinensis), il Beccaccino (Gallinago gallinago), lo Svasso maggiore (Podiceps cristatus) e diversi limicoli.

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Stato attuale:

Buono, ricca avifauna

Restauri e compromissioni
significative:

Lago artificiale nato per alimentare centrali idroelettriche, nonostante ciò è divenuto un importante zona contenente habitat importanti.

Vulnerabilità:

Rischi derivanti da regimazione delle acque, urbanizzazione e infrastrutture adiacenti. (fonte formulario standard IT 3230032).

Categoria/parole chiave

Lago artificiale /Ecosistemi acquatici /Uccelli migratori /Vegetazione igrofila

Fonti:

Provincia di Belluno  “Servizio Caccia e Pesca e Risorse Idriche” / Regione Veneto

Archivi:

Biblioteca Civica di Belluno

Bibliografia:

Formulario standard Rete Natura 2000 zona di protezione speciale (ZPS) IT 3230032 lago di Busche-Vincheto di Celarda -Fontane;
Regolamento per l’esercizio della pesca nelle acqua pubbliche interne  della Provincia di Belluno, Provincia di Belluno, 2000.
Censimento delle aree naturali minori della regione Veneto, ARPAV 2003.
Cassol M.,1987 - L’avifauna del Piave nella Val Belluna. Dolomiti;
Cassol M., Nadalet G., 1989 - Interessanti avvistamenti in provincia di Belluno. Riv. It. Ornit;
Lasen C., Argenti C., - Piano Territoriale Provinciale della Provincia di Belluno: Progetto Biotopi;
Relazione annuale sulla qualità delle acque in provincia di Belluno, rapporto sullo stato dell’ ambiente provincia di Belluno, pubblicazioni  ARPAV;
Sito Valbelluna, www.valbelluna.bl.it/web/cmva.

Descrizione dell’opera/
sito/manufatto

Il lago di Busche situato a 240 m. slm. ai confini tra il comune di Lentiai e di Cesiomaggiore è un lago di natura artificiale nato da un sbarramento sul fiume Piave per raccogliere le acque atte ad alimentare le centrali di Quero e Pederobba ed in seguito per alimentare i canali di irrigazione dei consorzi dei bonifica della Pianura. Ora il sito è un importante stazione di passaggio per l’avifauna migratrice, oltre che per quella stanziale divenendo un attrattiva turistica di pregio.

Descrizione del contesto
di riferimento:

Il territorio si estende nel Feltrino orientale (Valbelluna), alla destra idrografica del fiume Piave. La valle, di origine glaciale, è delimitata a nord dal gruppo dolomitico  dello Schiara, dal Serva, dai Monti del Sole e dalle Vette Feltrine e a sud dalla conca dell'Alpago, dalle Prealpi Bellunesi e dal Massiccio del Grappa. Il lago artificiale viene usato per alimentare i canali di irrigazione dei consorzi dei bonifica della Pianura Padana. L’area è in relazione di connessione ecologica con il sito di riserva naturale di popolazioni animali  e vegetali di  Vincheto di Cellarda, oltre che con il sito SIC delle fontane di Nogarè questo garantisce un tessuto ambientale più ampio nel terrritorio e una migliore naturalità per tutte le aree favorendo le popolazioni vegetali e animali.

Descrizione altre attrattive
(paesaggi e luoghi d’acqua,
prodotti tipici locali e servizi
turistici aggiuntivi)

Il territorio che si estende nella Valbelluna, comprende verso nord le prime cime delle Dolomiti. Il comune di  Cesiomaggiore si trova a circa 12 km a nord-est da Feltre e a 18 km a nord-ovest. da Belluno è un comune di 4.076 abitanti e si segnalano la Pieve (ora "arcipretale") di Santa Maria Maggiore in Cesio e la Chiesa seicentesca detta "La Madonnetta" tra le emergenze architettoniche. Nelle vicinanze si trova anche Lentiai, un altro comune di 3.018 abitanti di cui si segnala il sentiero delle chiesette e la chiesa del centro storico. Nella zona vi sorge la Lattebusche l'industria lattiero-casearia più importante della zona e della regione, dove viene prodotto anche il formaggio Piave, specialità tipica del luogo. Il lago è  un punto di ritrovo e di osservazione della LIPU, cosi come di diverse altre associazioni naturalistiche, in quanto in questo bacino sono insediati diverse specie di uccelli sia stanziali che migratori. Si segnala infine la presenza del Museo Storico della Bicicletta e del Museo Etnografico Provinciale. Innumerevoli le possibilità di fare escursioni nei dintorni data la vicinanza con altre zone SIC e di pregio paesaggistico come il Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi che si trova a breve distanza.

Commenti/note

È possibile migliorare la fruibilità dell’area per i visitatori, e incrementare il ruolo di luogo di osservazione avifauna

Compilatore della scheda

Mauro Nicoletti / Marco Abordi