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Sito n. Descrizione Località file PDF
181 Abbazia di Santa Bona Vidor  
Architetture Storico Artistiche (ASA) (vedi scheda n. 90)  
 
Campanile e chiesa dell’abbazia. Foto: Archivio Fotografico Centro Civiltà dell’Acqua   Chiostro di Santa Bona. Foto: www.google.it
 
Piave in piena nei pressi dell’abbazia. Sullo sfondo il ponte di Vidor.  Foto: Archivio Fotografico Centro Civiltà dell’Acqua   Affresco nel chiostro. Foto: www.hdav.it

  • Dati identificativi
  • Struttura edilizia
  • Architettura interna
  • Stato di conservazione
  • Riferimenti
  • Descrizione

Nome dell’opera/manufatto

Abbazia di Santa Bona

Tipo edilizio:

Il complesso abbaziale di Santa Bona è formato dalla chiesa, dal grande chiostro, da una serie di altri annessi e dai resti di antiche adiacenze murarie.

Localizzazione (Comune, Prov):

Vidor, TV, Italia

Coordinate GIS:

Coordinate (tipologia Gauss Boaga): X: 1735921 - Y: 5082644

Anno di realizzazione:

Non si hanno notizie circa l’anno preciso di fondazione dell’abbazia, databile però tra il 1106 e il 1110, grazie ad un documento che accerta la dote dell’abbazia di Santa Bona. Per certo essa appare già eretta e funzionante nel 1175. L’abbazia fu completamente ricostruita dopo la Grande Guerra.

Progettista:

Anonimo

Committenza:

Ecclesiastica

Destinazione originaria:

Lo scopo originario dell’abbazia era duplice: l’aspetto religioso cioè quello di favorire l’avvicinamento dei fedeli e l’aspetto economico per la coltivazione razionale dei terreni. Solo la presenza in questo territorio di una comunità monastica avrebbe garantito e apportato dei vantaggi allo stesso tempo religiosi, economici e sociali nel XII secolo.

Destinazione attuale:

Privata

Accessibilità:

Essendo l’abbazia privata l’accesso è interdetto. Si può però fare una passeggiata lungo il perimetro dell’abbazia e seguendo la strada si arriva alle pendici dell'Abbazia, in un luogo spettacolare: un grande spazio aperto che si affaccia sul letto del fiume Piave, sul Ponte di Vidor e dal quale è possibile scorgere, sullo sfondo, il massiccio del Grappa. Per poter entrare bisogna aspettare la festa di Santa Bona durante la quale i cancelli dell’abbazia vengono aperti al pubblico durante il “settembre vidorese” o qualche evento organizzato ad hoc.

Contatto per la visita:

Per ottenere maggiori informazioni sull’abbazia e sulla sua apertura contattare il comune di Vidor al numero 0423.986 411 o collegarsi al sito www.comune.vidor.tv.it

Pianta

La chiesa abbaziale è ad unica navata di metri 22 per 10. Il chiostro ha pianta quadrata (18 metri circa per lato) con sei aperture per lato.

Tecnica Muraria

La facciata, i muri perimetrali della chiesa e parte del campanile sono originali e non ricostruiti dopo la devastazione del 1918. La chiesa del XII secolo ha una facciata semplicissima, con pronao ad arco acuto e di poca sporgenza, sorretto da due colonnine di pietra. Sopra la porta si apre una trifora con archi a tutto sesto con quattro colonne di pietra. In alto c’è un medaglione in pietra raffigurante un angelo in rilievo che reca il simbolo della croce. Il chiostro è una delle parti maggiormente interessanti dell’abbazia di Vidor: esso presenta una pianta quadrata, caratterizzate da archi leggermente acuti in laterizio a duplice ghiera, sorretti da 24 colonne che si appoggiano, mediante un plinto, su una cortina muraria. Quest’ultima è interrotta in quattro punti per permettere l’accesso al giardino interno; ma questi quattro passaggi non sono disposti nella stessa posizione in tutti i lati.

Solai

La chiesa abbaziale ha il tetto a capanna con travi in legno nella sua navata principale mentre nel presbiterio l’arco (reale), costruito in pietra, è inquadrato ai lati da due lesene alte dello stesso materiale. Il soffitto del presbiterio è in volta a crociera impostato sul piedritto del muro. Nel chiostro i soffitti sono intonacati.

Coperture/decorazione terminale

Tutti i tetti sono coperti da tegole in laterizio (in particolare coppi in laterizio a stampo curvo).

Pavimenti

La maggior parte dei pavimenti è in pietra o in piastrelle.

Scale

La chiesa abbaziale si sviluppa su di un unico piano e non presenta cripte. Nel chiostro vi si accede direttamente o attraverso una porta laterale del presbiterio.

Arredi interni

Di sicuro pregio è l’affresco quattrocentesco che decora una delle pareti del chiostro. Sebbene rovinato è comunque ben leggibile e rappresenta una Vergine in trono, incoronata da due angeli, con Bambino benedicente in braccio fra i Santi Giovanni Battista con croce e un cardinale (San Girolamo?) che porta il modellino di una chiesa. In basso ci sono cinque frati cistercensi. Inizialmente il dipinto era stato attribuito a Giotto (scuola), ma molto più probabilmente è opera di Dario da Treviso. In chiesa sulla parete sud si scorge un affresco duecentesco, molto deturpato, di San Cristoforo, protettore dei viandanti ed egli stesso un traghettatore di professione. Nessun altro santo sarebbe stato più appropriato al luogo essendoci vicino all’abbazia e controllato dalla stessa.

Decorazioni / Iscrizioni

Sono sicuramente degni di nota gli elementi lapidei e l'impianto dell'altare della santa egiziana Santa Bona, cui il complesso è dedicato a ricordo della Prima Crociata cui partecipò Giovanni da Vidor uno dei fondatori dell’abbazia.

Stato attuale:

Il complesso degli edifici che compongono l’abbazia di Santa Bona sono in buono stato.

Restauri e compromissioni
significative:

La Grande Guerra, combattuta ferocemente sulle sponde del Piave nel corso del 1918, procurò gravissimi danni all’abbazia di Vidor, danni per la maggior parte irreparabili; infatti, rimase in piedi solo qualche muro isolato, la facciata della chiesa, il presbiterio, e il chiostro con il grande affresco, mentre il campanile, le abitazioni dominicali, la loggetta, i granai e le case della servitù subirono gravi danni. Dopo la guerra si cercò immediatamente di porre rimedio allo scempio delle bombe grazie all’intervento della sovraintendenza delle belle arti di Venezia sollecitate dai proprietari di allora. Venne ricostruita la chiesa abbaziale e si cercò di riparare a tutti i danni e, anche se è stato modificato rispetto all’impianto originale, questo sito conserva ancora quell’atmosfera magica e serena tipica delle abbazie medievali.

Categoria/parole chiave

Paesaggi scenici / Abbazia benedettina sul Piave / Passo barca e porto fluviale

Fonti:

Edite

Archivi:

Fondazione Benetton Studi Ricerche
Biblioteca comunale Castelfranco Veneto

Bibliografia:

G. Mazzotti, Treviso. Piave-Grappa-Montello, Dario De Bastiani Editore, Vittorio Veneto 2007, 1938
D. Gasparini, Due villaggi della collina trevigiana Vidor e Colbertaldo (vol I-IV), Grafiche Antiga, Cornuda, 1989
C. Rubini, E. Cipriani, Escursioni nell'Alto trevigiano. 32 itinerari, Cierre, Verona 1994
E. Spagnolo, Abbazia S. Bona di Vidor, Bertoncello Artigrafiche, Cittadella 1980

Descrizione dell’opera/
sito/manufatto

L’abbazia fu edificata agli inizi del XII dai monaci. La fondazione dell’abbazia risale all’8 agosto 1106, allorché alcuni nobili dell’area bellunese donarono all’abate di Pomposa l’antica cappella di S. Maria di Vidor, 30 masserizie, i diritti di transito ed attracco sul Piave e l’intero monte Zimion. Un donatore fu Giovanni Gravone, uomo potente e ricco che partecipò alla prima crociata voluta da Papa Urbano Il. Di ritorno dalla Terra Santa il conte Giovanni avrebbe portato con sé il corpo della Vergine d’Egitto Santa Bona e quelli dei Santi Vittore e Corona (i quali riposano nell’omonimo Santuario –vedi sito 32) con l’intento di erigerne una chiesa degna della sua santità. Tale lascito aveva, probabilmente, un duplice intento: favorire la pietà religiosa e sviluppare l’attività agricola, infatti i donatori chiesero in cambio l’erezione di un monastero con l’annesso porto che consentiva il controllo delle imbarcazioni. Seppur sia possibile ipotizzare l’edificazione tra il 1106 e il 1110 le notizie pervenuteci sono molto scarse. L'impianto nel suo complesso risulta qualificato ufficialmente come monastero in un documento del 1175. Al nucleo primitivo costituito dalla chiesa, campanile, chiostro sacrestia e sala del capitolo si collegarono successivamente dei locali adibiti ad ambienti di rappresentanza e del noviziato. La chiesa del complesso abbaziale, caratterizzata dalla sobrietà e dalla semplicità tipiche dello stile romano, ha un’unica navata con due altari laterali dedicati rispettivamente a San Benedetto e a San Girolamo. L’altare maggiore, risalente al 1592, custodiva al suo interno le reliquie della santa egiziana Bona, da cui il nome dell’abbazia stessa. La base del campanile risale al XIII secolo, mentre la parte superiore è stata completamente ricostruita dopo i crolli della Grande Guerra. Ciò che maggiormente colpisce dell’abbazia di Vidor è il chiostro costruito nel XIII secolo. La sensazione che si ha quando si entra per la prima volta nel chiostro di Santa Bona è quella di stare in una riproduzione in miniatura del chiostro di Follina (vedi sito 182). Questa prima impressione la si ricava dopo un’analisi attenta ed accurata degli elementi che compongono entrambi i chiostri soprattutto per quel che riguarda l’essenziale carattere stilistico di alcuni capitelli. Un esempio su tutti sono le colonne intrecciate poste agli angoli del chiostro e presenti anche a Follina.

Descrizione del contesto
di riferimento:

Tra Covolo (località Barche) e Vidor in corrispondenza della collina c’era un antico guado sul Piave. Sorse qui uno dei sette porti fluviali del Piave che era vitale per l’economia della popolazione vista anche la mancanza di ponti (a Vidor il primo ponte fu costruito nel 1871). All’altezza del porto venne edificata l’abbazia che ne assunse il controllo come si può vedere in alcune mappe d’epoca. Negli archivi si tramandano molte testimonianze degli affondamenti di barche e di tragedie legate all’impetuosità delle acque, le quali dovevano essere particolarmente turbolente prima che il Piave subisse le modificazioni novecentesche. L’abbazia quindi è lambita a sud-ovest dal Piave, protetta a ovest dalle colline mentre ad est si trova in mezzo alla campagna a poche centinaia di metri dalla parrocchiale di Vidor.

Descrizione altre attrattive
(paesaggi e luoghi d’acqua,
prodotti tipici locali e servizi
turistici aggiuntivi)

Dal centro di Vidor si consiglia di visitare il Colle del Castello (abbattuto dagli Ezzelini) dal quale si può godere di un meraviglioso panorama. Poco lontano c’è il Santuario della Madonna delle Grazie il quale era in origine un’abbazia benedettina e che risale al quattrocento. Restano da vedere due affreschi, uno esterno ed uno interno. Questa zona è molto vicina a Valdobbiadene ed è famosa anch’essa per la produzione del prosecco DOCG.

Commenti/note

Si consiglia di vistare Vidor nel mese di settembre poiché oltre alle varie manifestazioni organizzate dal comune e da tutti comuni limitrofi, si può accedere all’abbazia e i paesaggi offrono una varietà cromatica eccezionale. Nel sito del comune di Vidor è possibile scaricare il percorso Storico Naturalistico "Dal sacro al pro..secco". Il sentiero, opportunamente tabellato e segnalato, offre una passeggiata piacevole ed agevole dove la natura e la storia dialogano in maniera serrata nella cornice paesaggistica dei colli trevigiana.

Compilatore della scheda

Francesco Visentin  / Massimo Rossi / Francesco Vallerani