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Sito n. Descrizione Località file PDF
122 Segheria di Meli e opifici lungo il basso corso del Cordevole Sedico/Sospirolo  
Archeologia Industriale (AI) (vedi scheda n. 65)  
   
  Esterno della segheria dei Meli nel 1922/1924 Fonte:https://myportal.regione.veneto.it/opencms/opencms/CMVA/Sedico/Vivere/GalleriaFotografica/FotoStoriche/Segheria-Meli.jpg  

  • Dati identificativi
  • Struttura edilizia
  • Architettura interna
  • Stato di conservazione
  • Riferimenti
  • Descrizione

Nome del sito/manufatto

Segheria di Meli e opifici lungo il basso corso del Cordevole

Tipo edilizio:

Segheria/ Canale industriale

Localizzazione (Comune, Prov):

Sedico/Sospirolo, BL, Italia

Coordinate GIS:

Coordinate (tipologia Gauss Boaga): X: 1738685 - Y: 5110977  

Anno di realizzazione:

1820, prima ristrutturazione a cui ne seguono altre. Sito di antico insediamento

Progettista:

Anonimo/Non conosciuto

Committenza:

Famiglia De Manzoni

Destinazione originaria:

Segheria

Destinazione attuale:

Impianto in disuso

Accessibilità:

Dalla SS 203 Agordina, (in direzione Agordo poco dopo il bivio con la SS 50), svolta a sinistra in via Cordevole, poi via Meli.
Tutto l’ itinerario lungo il Cordevole è però ben delineato nell’ op. cit. “Le antiche rogge..."

Contatto per la visita:

Pro Loco Sedico
www.prolocosedico.it
e-mail info@prolocosedico.it
tel. 043783666
Via Segato, 2 - 32036 Sedico - Belluno
dal lunedí al venerdí dalle ore 10.00 alle 13.00 e il mercoledí dalle 15.30 alle 18.30,il sabato dalle ore 09.00 alle 12.30

Pianta:

Nella maggior degli edifici parte rettangolare regolare

Tecnica Muraria:

Legno e muratura. Per gli edifici di pregio maggiore anche mattoni/calcestruzzo con ornamenti in laterizio

Solai:

Legno

Coperture:

Con struttura in legno

Pavimenti:

-

Scale:

-

Arredi interni:

Presenti quasi tutti i manufatti e macchinari interni

Decorazioni:

Non rilevanti

Stato attuale:

Discreto

Restauri e compromissioni
significative:

I restauri si sono susseguiti negli anni, senza snaturare mai completamente il manufatto originario

Categoria/parole chiave

Segherie /Fucine /Cartiere /Centrali elettriche /Industrie chimiche /Derivazioni industriali

Fonti:

Edite

Archivi:

-

Bibliografia:

G. De Vecchi, Le antiche rogge lungo il basso Cordevole, Comune di Sedico, 2009
S. De Vecchi, Le segherie dei Meli, in Archeologia Industriale nel Veneto, Giunta Regionale del Veneto, Silvana Editoriale, 1990

Descrizione dell’opera/
sito/manufatto

Segheria di Meli, sul torrente Cordevole – opifici sul Cordevole.
Lungo il corso del Cordevole, tra gli abitati di Sedico e Bribano, è esistita per secoli una derivazione d’acqua destinata a fornire forza idraulica ad un gran numero di stabilimenti. Il luogo è assai importante, essendo in prossimità del passaggio di barche sul Cordevole lungo la strada che collega l’ agordino con il trevigiano per la quale passavano i prodotti minerari della valle Imperina.
Un interessante documento del 1750 dà un quadro assai dettagliato della vitalità produttiva della zona, legata in particolare alle fucine ed alle segherie. Parallelamente a quanto avveniva lungo il corso del Piave a Perarolo, anche nell’ area in questione i legname dei boschi – proveniente dall’ agordino e da alcune alte valli trentine – veniva condotto, sciolto, lungo il torrente per essere poi incanalato in rogge e condotto alle segherie, tagliato in pezzature commerciali e quindi, legato in zattere, inviato per il breve tratto navigabile del Cordevole al vicino Piave, e di qui a Venezia. Il documento settecentesco testimonia la presenza di un’ importante struttura produttiva assai evoluta, quella dei Lamberti, proprietaria della “rosta al Mas”, della roggia che alimenta le quattro “seghe” di Villa e, più a valle, di altre quattro segherie in località Seghe Nuove, nei pressi del borgo fabbrile dei Buzzati in località Meli. Attorno al 1820 il complesso delle segherie viene acquistato dalla famiglia De Manzoni (originaria di Céneda ma stabilitasi in Agordo nel XVII secolo ed arricchitasi con il commercio del legname e dei minerali di valle Imperina), che provvede a ristrutturarlo. Dopo il fallimenti dei De Manzoni (1879) le segherie passano di proprietà: nel 1897 sono acquistate da un gruppo di commercianti di legname agordini (Dartora, Luciani, Tognetti) che provvedono ad ammodernare gli stabilimenti sostituendo le vecchie segne “veneziane” con altre più moderne.
Rimastri unici proprietari, i Tognetti costituirono nel 1927 la Società Val Cordevole, che nel 1939 diede inizio alla costruzione di un moderno stabilimento – quello attuale – dotato di magazzini, segheria, falegnameria, essicatoi, uffici, officine, impianti per la vaporizzaizone del legno e due turbine collegate alla vecchia roggia.
Dalle turbine il moto veniva trasmesso alle macchine poste negli edifici vicini mediante un sistema sotterraneo di trasmissione a cinghie, mentre un piccolo alternatore produceva l’ energia elettrica necessaria al funzionamento di alcune macchine utensili. Salvate fortunosamente le macchine durante la seconda guerra mondiale, la produzione riprese nel 1946. Negli anni ’50 lo sfruttamento idroelettrico delle acque del basso Cordevole e il conseguente prelievo nel lago del Mis di una parte consistente dell’ acqua portata dal torrente, fecero cessare tanto la fluitazione del legname quanto la produzione in proprio dell’energia necessaria al funzionamento delle macchine. Verso il 1970 la produzione prese a diminuire per cessare completamente nel 1980.
Accanto alla segheria è sempre stata in funzione anche una falegnameria, dove si lavoravano gli scarti; specializzata nella produzione di mobili e serramenti, negli ultimi anni di attività si è limitata alla produzione di perline e di listoni da pavimento. Dall’ azienda uscivano anche prodotti di carpenteria pronti per il montaggio come strutture di tetti.
Il complesso di edifici delle seghe dei Meli è costituito da costruzioni in legno assai interessanti per le particolari tipologie, mai sopravvissute altrove per via della scarsa possibilità di reimpiego in attività diverse e per la deteriorabilità del materiale. Tra queste meritano particolare attenzione quelle degli essicatoi di tavole a cavalletto dei depositi e dei magazzini. Accanto, vi sono edifici in muratura comprendenti la segheria (con l’ annessa sala per le turbine, ora asportate) e le officine di aggiustaggio delle lame delle seghe. L’edificio principale, che si distacca dai rimanti per materiali e ricchezza dei materiali architettonici, ospitava la residenza dei proprietari, gli uffici e la falegnameria; databile alla ristrutturazione dei Tognetti nei primi anni ’30, presenta facciate in mattoni campite da paraste in calcestruzzo sino al piano primo ed ornate da cornici pure in laterizio.

Descrizione del contesto
di riferimento:

Il sito descritto è inserito in un itinerario che si snoda lungo la riva sinistra del Cordevole, in direzione sud-nord dall’ abitato di Bribano fino al Sasso di San Giorgio, (che prende il nome dall’ omonima località presso Roe Alte), con un prolungamento fino al nuovo ponte in località Tappole di fronte a Sass Muss. Bacheche e tabelle, con illustrazioni e spiegazioni sono state posizionate lungo i punti più significativi di tale percorso: a Bribano (dove esistevano una segheria, un mulino, la prima fucina Buzzatti, e dove tutt’ ora esiste l’ oratorio di San Nicolò), tra villa Patt e i Meli (sito dove esisteva un altro molino), ai Meli (dove esistono le segherie sopra descritte e alcune fucine), nei pressi dell’ ex discarica (alle “Porte Vece”, manufatto di regolazione delle acque verso i Meli), a Seghe di Villa (altre segherie, con vita in parte comune a quelle descritte), alla Levada, sovrastata dal Sasso di San Giorgio (zona di sollevamento artificiale delle acque per la fluitazione vesro gli opifici del legname e in seguito sito iniziale primo acquedotto comunale), e di fronte al Sass Muss di Sospirolo (per i resti di quella che è stata una centrale elettrica e della fabbrica dell’ ammoniaca.  
Ai Meli inolte esisteva una cartiera (esistente già nel 1867, ora è superstite solamente un muro esterno) e funzionanti sino al 1928. Nello stesso sito pare che in precedenza funzionassero 4 “seghette” cosiddette per la minor dimensione dello stabilimento rispetto a quello sopradescritto. Ancora, sempre nello stesso sito esisteva (oggi restaurato e recuperato a funzione residenziale), un mulino le cui origini possono farsi risalire fino al 1460, di proprietà della famiglia Buzzatti.
Importanza estrema hanno le fucine dei Meli, secondo insediamento fabbrile dopo il più antico, a Bribanet (vicino alla chiesa di San Nicolò), sede dei primi fabbri Buzzatti. Trasferitisi più a nord diedero il nome all’ abitato dalle “méle” prodotte con la loro attività. Sito attivo già nel 1634, si moltiplica, sempre in proprietà della famiglia Buzzatti, fino a raggiungere la presenza di tre fucine nel 1871, anno in cui Agostino Buzzatti apre una modernissima fucina da rame, unica nel suo genere in tutta la terraferma veneta che ha come materia prima da lavorare il rame estratto dalle miniere di valle imperina. Da fine ottocento l’attività del sito declina per concludersi dopo la seconda guerra mondiale.
A Seghe di Villa erano presenti, fin dal medioevo altre segherie, in un sito con maggiore salto d’acqua. Con vicende analoghe a quelle dei Meli, anche di proprietà, funzionarono fino al 1939, anno in cui le maestranze vennero trasferite nel sito dei Meli. Oggi, in questo sito rimangono tre edifici, il “casòt” dei segantini, un ex magazzino del prodotto lavorato e il rilevante edificio padronale.
Verso l’estremo nord dell’itinerario si trovavano la centrale idroelettrica, in sponda destra, Comune di Sospirolo e la fabbrica dell’ammoniaca. La prima, di proprietà della SAIF (Società Anonima Industriale Ferroviaria, Gruppo Montecatini), produceva l’energia per il funzionamento del treno Bribano-Agordo e della seconda. Smantellata la ferrovia e chiuso lo stabilimento, dopo poco cessò la produzione.
La fabbrica di ammoniaca, anch’essa in sponda destra (un ponte collegava le due rive), sempre di proprietà Montecatini, era costituita da tre edifici, la fabbrica vera e propria, un’ officina e l’ abitazione del direttore/uffici. All’esterno erano presenti due gasometri, uno più grande per l’idrogeno e uno più piccolo per l’azoto.
Funzionante col metodo “Fauser” entrò in produzione nel 1924, occupando nel 1928 39 dipendenti. Produceva ammoniaca in soluzione d’acqua che in condotta veniva portata alla stazione di Roe Alte e qui caricata in vagoni cisterna. Bombardata dagli alleati nella seconda guerra mondiale, cessò la produzione nel 1968.

Descrizione altre attrattive
(paesaggi e luoghi d’acqua,
prodotti tipici locali e servizi
turistici aggiuntivi)

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Commenti/note

Particolarità del sito è il fatto che vi si conservino ancora gran parte dei macchinari (risalenti agli anni ’40, ad esclusione della sega principale) delle segherie, delle officine e della falegnameria.

Compilatore della scheda

Francesco Antoniol