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Sito n. Descrizione Località file PDF
121 Fabbrica di birra di Pedavena e opifici del Colmeda Pedavena  
Archeologia Industriale (AI) - Siti Etnografici (SE) (vedi scheda n. 75)  
 
Esterno della Birreria Pedavena. Fonte: http://www2.regione.veneto.it/videoinf/rurale/precedenti/ anno%202006/23/23img/Birreria-Pedavena%201.jpg   Esterno Manifattura Piave, prima e dopo il recupero. Fonte: http://www.casagrandearchitettura.it/images/ arch/thumb/piave_primadopo_1.jpg

  • Dati identificativi
  • Struttura edilizia
  • Architettura interna
  • Stato di conservazione
  • Riferimenti
  • Descrizione

Nome del sito/manufatto

La fabbrica di birra di Pedavena e gli opifici del Colmeda

Tipo edilizio:

Fabbrica alta/canale artificiale di adduzione

Localizzazione (Comune, Prov):

Pedavena/Feltre, BL, Italia

Coordinate GIS:

Coordinate (tipologia Gauss Boaga): X: 1724816 - Y: 5100315  

Anno di realizzazione:

1896

Progettista:

Non conosciuto per il progetto d’impianto; Christian Hacker per il ristorante (1937-1938); Mario Sanzovo per il parco botanico

Committenza:

Famiglia Luciani (Canale d’Agordo, Agordo)

Destinazione originaria:

Birreria, ristorante/canale di adduzione per forza motrice

Destinazione attuale:

Birreria, ristorante/canale di adduzione (cessato l’utilizzo originario)

Accessibilità:

Situata in via Vittorio Veneto al numero civico 76, (al 78 lo stabilimento) al ciglio della strada che porta nel centro Pedavena e che prosegue in direzione di Passo Croce d’ Aune. Amplissimo parcheggio.
Per gli opifici sul Colmeda punto nevralgico risulta essere il “ponte delle Tezze”, situato sul torrente nell’omonima via che percorre il centro di Feltre. (vicinissimi i parcheggi del nuovo complesso della Manifattura Piave). Da qui possono dipartirsi le visite lungo il percorso della roggia, verso nord, in direzione Pedavena e verso sud, verso la confluenza nella Sonna.

Contatto per la visita:

Per il ristorante, le sue sale monumentali e il parco:
http://labirreriapedavena.it 0439 304402
Per lo stabilimento produttivo:
www.fabbricadipedavena.it
email:
labirreria@libero.it
Per maggiori informazioni sulla Roggia dei molini:
Pro Loco Pedavena
prolocopedavena@libero.it 0439 301943
Biblioteca Pedavena
http://www.provincia.belluno.it/nqcontent.cfm?a_id=3047
biblioteca.pedavena@feltrino.bl.it 0439 301818

Pianta:

Irregolare, su cinque corppi fabbrica principali, di cui uno comprendente la zona ricreativa (ristorante). Escluse le appendici del parco-ex zoo.

Tecnica Muraria:

Parte in calcestruzzo, parte in pietra (a vista), parte in struttura metallica

Solai:

-

Coperture:

Notevole l’ampio terrazzo che corre su quasi tutto il lato lungo-strada

Pavimenti:

-

Scale:

-

Arredi interni:

Rilevante la sala cottura

Decorazioni:

Per la Birreria: notevoli gli affreschi di Walter Resentera

Stato attuale:

Buono

Restauri e compromissioni
significative:

I restauri riguardano comunque la funzione originaria e produttiva del complesso, non risultano compromissori per le caratteristiche salienti del complesso, (ricostruito comunque dopo il 1918).

Categoria/parole chiave

Fabbrica di birra / Uso dell’acqua  a scopo industriale

Fonti:

Edite

Archivi:

-

Bibliografia:

Liceo Classico Panfilo Castaldi Feltre, L’uomo, l’acqua, il territorio. Storia minuta della gente comune nel territorio feltrino lungo l’ asta del torrente Colmeda, Libreria Pilotto Editrice, 1988
D. Ricci Sernagiotto, La fabbrica di birra di Pedavena (Belluno), in Archeologia Industriale nel Veneto, Giunta Regionale del Veneto, Silvana Editoriale, 1990

Descrizione dell’opera/
sito/manufatto

La Birreria Pedavena sull’acqua del torrente Colmeda (sia per la produzione della birra che per energia elettrica).
La produzione di birra da parte della ditta dei Fratelli Luciani, commercianti di legnami agordini, venne effettuata in origine a Canale d’Agordo nel vecchio stabilimento Zannini. Nel 1895 Giovanni Luciani (1866-1942) cerca una nuova sede, prossima allo sbocco verso i mercati della pianura e dotata di acqua particolarmente adatta alla fabbricazione della bevanda, scegliendo alla fine il sito tra Feltre e Pedavena. La zona offriva buone prospettive per l’insediamento: la posizione geografica, pur periferica rispetto alle grandi correnti di traffico della pianura, poteva garantire comunque lo smercio del prodotto, che sarebbe risultato d’ottima qualità grazie all’utilizzo di acque particolarmente buone; vi era inoltre un facile approvvigionamento e mantenimento del ghiaccio naturale necessario alla conservazione del prodotto.
Il 7 marzo 1896 iniziano i lavori di costruzione dello stabilimento, inaugurato un anno dopo. L’azienda conosce una grande espansione, stroncata dalla prima guerra mondiale. Al termine del conflitto, del vecchio opificio non rimangono che le strutture murarie, dopo che erano stati asportati tutti i macchinari. I proprietari, coadiuvati dai figli maggiori, iniziano la ricostruzione dello stabilimento, e verso la fine degli anni ’20 l’azienda ha già riconquistato i propri mercati lavorando a pieno ritmo e imponendosi tra le principali in campo nazionale. Gli anni tra il 1920 e il 1940 sono determinanti per l’ affermazione e il consolidamento del gruppo Luciani. Alla produzione della bevanda viene affiancata nel 1925 quella del “Bovis”, un estratto alimentare a base di lievito di birra; nel 1929 viene attivato sul torrente Colmeda, a monte dell’abitato di Pedavena un impianto idroelettrico a servizio dello stabilimento. Un nuovo arresto della produzione si verificò durante il secondo conflitto mondiale, ma il lavoro riprese con rinnovata vitalità nel dopoguerra, sotto la direzione dei figli dei fondatori. Le attrezzature ricettive, il ristorante, il “biergarten”, lo zoo, i giardini e le manifestazioni sportive e d’intrattenimento che vi si tenevano fecero col tempo del complesso industriale uno dei luoghi più frequentati del feltrino e uno dei più amati dai turisti. Il prodotto acquisto così fama sempre maggiore, tanto che si iniziò a praticare la distribuzione diretta in birrerie caratteristiche situate nei maggiori centri del paese. Nonostante momenti non sempre felici la posizione dell’azienda nel mercato nazionale si consolidò, anche per l’assorbimento di alcuni importanti complessi produttivi (tra i quali, già nel 1928 la Dreher di Trieste). Nel corso degli anni ’70 la proprietà passò nelle mani della multinazionale Heineken.
Nonostante una serie di ampliamenti funzionali attuati in tempi recenti, è ancora ben leggibile la sagoma del vecchio stabilimento, caratterizzato dall’alta torre delle caldaie affiancata dalla ciminiera e appoggiata sul lungo corpo fronte strada. La più corposa ristrutturazione degli impianti e degli edifici, concepita con intenti scenografici evidenti dopo i primi ampliamenti del 1901, del 1910-11 e del 1919-20, fu compiuta alla fine degli anni ’30 quando si aggregarono alla fabbrica anche i locali destinati ad esercizi pubblici, con il riuscito intento di ricreare l’ ambiente delle grandi birrerie tedesche. Particolarmente suggestivi sono il salone del ristorante e la lunga sala della birreria, affrescata nel 1940 da Walter Resentera aperta su un parco ben disegnato.

Descrizione del contesto
di riferimento:

La birreria è posta sul torrente Colmeda, affluente del fiume Sonna, che nasce in val di Lamen. Appena a nord dell’ abitato di Pedavena, il Colmeda riceve da destra il suo principale affluente, il Porcilla. In seguito scorre, quasi completamente arginato attraversando Pedavena e Feltre; qui riceve il Rio Uniera, che scende dal Colle di Cart, e a sud della città confluisce nel fiume Sonna. Quest’ ultimo si forma poco più a ovest dall’ unione del torrente Stizzon col Rio Musil.
Questo sistema d’ acque, ha causato nel corso dei secoli, numerosi danni dovuti a piene e alluvioni, soprattutto agli abitati che si trovano tra Pedavena e Feltre. Anche per questo, tra il 1820 (anche se la regolarizzazione dell’ ente è successiva) e il 1930 ha operato il Consorzio Colmeda, con lo scopo principale, appunto, di regimentazione delle acque e con quello, sempre più secondario di garantire il corretto afflusso delle acque per sfruttamento energetico attraverso, soprattutto la cosiddetta “Roggia dei Mulini”.
La roggia è un canale d’ acqua derivato dal Colmeda, per usi industriali, si diparte da Pedavena e si getta direttamente nella Sonna (poco a sud di Feltre). Oggi, pur servendo ancora qualche opificio è quasi completamente costretta in tubazioni sotterranee.
Negli ultimi 100 anni hanno funzionato sulla roggia 28 opifici (prevalentemente mulini da grano, poi fucine, magli e segherie, più raramente folli, retaggio dell’ antica industria feltrina); questi, distribuiti ad intervalli regolari lungo la roggia hanno spesso formato dei nuclei insediativi dando anche il nome alla località (Sega Bassa, Fusigne, Vicolo delle Scorzerie). Alcuni (tre mulini e una segheria) sono stati completamente rimodernati ma insistono ancora sui vecchi siti; uno, il molino Dalla Favera-Opalio, è inattivo ma conserva intatte le sue originali caratteristiche.
Da Pedavena verso Feltre si incontrano dunque: appena dopo la presa, in località Vallade, i mulini Turrin e le segherie/mulino Zucco; a seguito in località Sega Bassa il mulino Guerriero e la fucina De Carli; dopo il primo attraversamento del Colmeda in località Fusigne la segheria Ropele e il mulino maglio Carniel; a Farra, i mulini Norcen, Guerriero, Dalla Favera e la segheria Plancher; appena prima del secondo attraversamento del Colmeda il mulino/sega D’Alberto. Alla confluenza del Colmeda con l’ Uniera (Feltre) il complesso Pozzobon (tintoria) e la Manifattura Piave; appena prima del ponte delle Tezze (Feltre) ancora Pozzobon (lanificio), appena dopo lo stesso ponte, il molino Plancher. Nel tratto che va dalla svolta ad est della roggia alla confluenza nella Sonna troviamo il molino/maglio/segheria Dalla Piazza, un altro lanificio di ragione Pozzobon, due magli (Dal Covolo, Valduga), il molino Dalla Favera-Opalio, e due molini/segheria Altanon e Gorza.
Queste tutte le localizzazioni, alcune ancora esistenti, altre di cui rimangono solo ruderi o tracce.
Detto del molino Dalla Favera-Opalio, in disuso dal 1972, ma ben conservato, oltre ai siti tutt’ ora funzionanti vanno particolarmente ricordati i complessi di Costante Pozzobon, dei quali si individua facilmente il secondo dei ricordati, percorrendo verso il centro di Feltre (e l’ attuale ponte delle Tezze), via XXXI ottobre. Dallo stesso punto, sfruttando anche il nuovo passaggio pedonale a scavalco del Colmeda, si entra nel sito della Manifattura Piave, (precedentemente Società Fabbrica Ricami a Macchina, poi come Manifattura Piave, fabbrica di tessuti elastici fino al 1973) ora recuperato ed adibito a funzioni residenziali/commerciali.

Descrizione altre attrattive
(paesaggi e luoghi d’acqua,
prodotti tipici locali e servizi
turistici aggiuntivi)

Dallo stesso sistema idrico del Colmeda, in antico, veniva derivato, dalla valle di Faont, l’acquedotto che serviva le fontane poste sul colle di Feltre. Le testimonianze di tale opera si hanno dagli inizi del ‘500. Confronta scheda su Fontane Lombardesche di Feltre.

Commenti/note

Il percorso suggerito non è indicato da nessun itinerario per cui l’unico modo per visitare questo importante sistema d’ acqua è quello di recarsi nelle località indicate e cercare le testimonianze, spesso evidenti, degli opifici indicati.

Compilatore della scheda

Francesco Antoniol