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Sito n. Descrizione Località fil PDF
200 Casa di Goffredo Parise Salgareda  
Architettura Contemporanea (AC) - Siti Interesse Naturalistico (SIN) (vedi scheda n. 98)  
Facciata della casa. Foto: www.panoramio.com Gelso di fronte alla casa. Foto: www.scrittoriveneti.it Banderuola con galletto. Foto: www.scrittoriveneti.it Letto di Parise. Foto: www.scrittoriveneti.it

  • Dati identificativi
  • Struttura edilizia
  • Architettura interna
  • Stato di conservazione
  • Riferimenti
  • Descrizione

Nome dell’opera/manufatto

Casa di Goffredo Parise

Tipo edilizio:

La casa è un piccolo edificio detto la “casa delle Fate” lungo il fiume Piave, inserito nel paesaggio delle grave

Localizzazione (Comune, Prov):

Salgareda, TV, Italia

Coordinate GIS:

Coordinate (tipologia Gauss Boaga): X: 1769930 - Y: 5067299

Anno di realizzazione:

La casa fu acquistata da Goffredo Parise nel 1970. Nello stesso anno vennero eseguiti i restauri e gli ampliamenti.

Progettista:

Geometra Bonora, i lavori furono svolti dall’impresa edile Dalben di Noventa di Piave

Committenza:

Goffredo Parise

Destinazione originaria:

Casa personale dello scrittore il quale vi dimorò per tredici anni dal 1970 al 1983

Destinazione attuale:

La casa è privata e appartiene a Moreno Vidotto e Enzo Lorenzon

Accessibilità:

Essendo privata, la visita è vincolata alla presenza dei proprietari o di un addetto alla “Casa Cultura Goffredo Parise” di Ponte di Piave. La casa è vicino ad un piccolo borgo chiamato Gonfo sulla sinistra idrografica del fiume Piave e si arriva seguendo una strada sterrata che scende dall'argine, staccandosi dalla provinciale che porta a Jesolo, e, dopo aver costeggiato il borgo, voltando a destra in un piccolo bivio.

Contatto per la visita:

Per effettuare una visita contattare la casa museo “Casa Cultura Goffredo Parise” al numero 0422.759995 durante l’orario di apertura della biblioteca, poiché la casa è normalmente chiusa. E’ possibile visitare il sito www.goffredoparise.it e ricavare tutte le informazioni utili. C’è la possibilità di effettuare delle visite guidate contattando il sopracitato numero.

Pianta

La casa è molto semplice e in origine aveva solo due stanze, la cucina e al piano di sopra la camera da letto. Goffredo Parise la fece ampliare, mantenendone però intatto lo schema compositivo. La casa ha una pianta rettangolare ed è costituita di sei stanze, tre al pian terreno e tre a quello superiore.

Tecnica Muraria

La tecnica costruttiva utilizzata è quella del mattone a vista per tutto l’edificio. I mattoni sono colorati di un rosa tenue, le finestre sono bordate di bianco e le imposte in legno sono verdi.

Solai

Il solai sono sostenuti da travi in legno d’abete

Coperture

La copertura è moderna ed è costituita da coppi in laterizio a stampo curvo inoltre la casa è dotata di grondaie in rame e relativi pluviali di scarico delle acque meteoriche.

Pavimenti

Al piano inferiore il pavimento è coperto da piastrelle rettangolari in cotto. Al primo piano dove sono ubicate le camere, il pavimento è interamente in legno d’abete.

Scale

La scala che conduce al piano superiore e che parte dal soggiorno-salotto è in legno, con il letto che chiude l’estremità stessa della scala.

Arredi interni

L’arredo è molto sobrio e ad oggi rimane poco del mobilio originario, anche se si sta cercando di ripristinare l’ambiente originale del tempo in cui visse Parise. Da segnalare il letto interamente in legno costruito sul modello delle isbe russe, e l’attaccapanni in legno del salotto realizzato da Vittorio Bergamo, il contadino di “Bellezza” nei Sillabari. Tutti i mobili dello spartano arredamento sono comunque realizzati da artigiani locali.

Decorazioni

All’esterno da segnalare una bassa costruzione in legno che funge da legnaia e il galletto in ferro battuto posto alla sommità del camino assieme alla banderuola segna vento.

Stato attuale:

La casa è in buono stato

Restauri e compromissioni
significative:

I restauri più significativi sono stati quelli realizzati dallo stesso Parise per l’ampliamento della casa. Da allora in poi la fisionomia è rimasta essenzialmente la stessa. Gli attuali padroni hanno provveduto al mantenimento e alla conservazione dello stabile come i precedenti.

Categoria/parole chiave

Grave del Piave / Luoghi della mente sul Piave / Paesaggi scenici

Fonti:

Edite

Archivi:

Biblioteca comunale di Ponte di Piave
Biblioteca civica di Treviso

Bibliografia:

L. Cappellini, Il Veneto di Goffredo Parise, Minerva Edizioni, Bologna 2006
G. Parise, Sillabari, Adelphi, Milano 2004
www.goffredoparise.it
www.scrittoriveneti.it

Descrizione dell’opera/
sito/manufatto

Parise nell'estate del 1970, andando a cavallo con l’amico Guido Carretta, scoprì la casa rosa di Salgareda. Appena la vide se ne innamorò dicendo che quel luogo gli faceva respirare il profumo dell’Eden. A settembre dello stesso anno Parise la acquistò e iniziarono subito i lavori di ristrutturazione e di ampliamento. La casa al momento dell’acquisto era disabitata dall’alluvione del 1966 ed era composta da solo due stanze. Parise la risistemò cercando di non alterare lo spirito spartano e rurale della piccola costruzione, mantenendo sia la struttura sia l’uso dei materiali originali. L’ampliamento portò la casa ad avere un totale di sei stanze. Al pian terreno c’erano la cucina, un salotto che comprendeva soggiorno e angolo pranzo, più il garage. Al piano superiore due stanze da letto e un bagno. La sua idea di conservare in questo sito il luogo fuori e lontano dalla realtà che gli era apparso sin dalla prima volta che lo vide riuscì in toto. Qui Parise visse dal 1970 al 1983 in maniera continuativa anche se non costante, ma in questo luogo ritrovava il senso del tempo che si perdeva invece nelle altre parti dove saltuariamente risiedeva. Così lo scrittore vicentino, ma trevigiano d’adozione, definiva la casa a Salgareda: “.. quel luogo, piccolo luogo di bosco di frutta e uccelli e di selvatici immerso dentro un enorme spazio demaniale che sboccava nel fiume, era molto più che una casa; era un rifugio, qualche cosa che pareva uscito da una favola di Grimm dove mancavano soltanto gli elfi, le streghe e le magie”. Qui scrisse le sue ultime opere tra le quali i famosi Sillabari numero 1 e 2: con il secondo nel 1982 vinse il premio Strega. Nel 1983 abbandonò la casa a Salgareda e si trasferì in centro a Ponte di Piave dove acquistò una casa nella quale visse fino alla morte avvenuta nel 1986. La casa è stata donata dallo scrittore al comune di Ponte di Piave.

Descrizione del contesto
di riferimento:

La scelta del piccolo rudere da parte dello scrittore si collega direttamente al luogo nel quale è ubicata. La vegetazione che la circonda le conferisce quel fascino da cui fu ammaliato lo scrittore e si conserva ancora intatto poiché questa zona non è fortemente abitata. Soprattutto il giardino è lodevole per la varietà e la quantità di piante che ospita. Davanti alla casa si apre un prato quadrato delimitato sul davanti da alberi da frutta, ad est da gelsi bianchi, acacie, arbusti di sambuco e corniolo e ad ovest due filari di gelsi si intrecciano in alto creando una pergola. L’area dietro la casa è molto ristretta e quasi del tutto occupata dalla vegetazione. Di fronte alla casa si trovano due grandi alberi, un pioppo nero e un vecchissimo gelso a destra dell’ingresso curvo e cavo. Le uniche due piante che introdusse lo scrittore furono un melograno e un roseto.

Descrizione altre attrattive
(paesaggi e luoghi d’acqua,
prodotti tipici locali e servizi
turistici aggiuntivi)

La casa di Ponte di Piave oggi si chiama “Casa di Cultura Goffredo Parise”. Qui sono stati effettuati degli interventi e al piano superiore è stata ricavata la biblioteca del paese. Al piano inferiore, grazie ad un paziente e rigoroso lavoro filologico, è stata creata la casa museo di Parise cercando di rispettare e mantenere gli ambienti tali e quali erano finché vi aveva dimorato. La casa ospita una grande collezione di arte contemporanea in particolar modo degli anni ’60. Vi si possono ammirare opere di Mario Schifano, Tano Festa, Mario Ceroli e molti altri artisti. Inoltre è presente la biblioteca dello scrittore, l’archivio con manoscritti, ritagli di giornale e dattiloscritti. Per capire meglio qual’era il paesaggio caro a Parise si consiglia di visitare le grave di Papadopoli (vedi sito 167), un immenso isolotto ghiaioso famoso per la sua estensione pari a 750 ettari e perché coltivato per la maggior parte a vite benché non manchino peschi e coltivazioni da asparagi.

Commenti/note

L’apertura della “Casa Cultura Goffredo Parise” coincide con gli orari della biblioteca, quindi prima di recarsi sul posto si consiglia di visitare il sito www.goffredoparise.it o contattare il numero 0422.759995. L’entrata è gratuita. Per le visite guidate richiedere sempre allo stesso numero la disponibilità.

Compilatore della scheda

Francesco Visentin  / Massimo Rossi / Francesco Vallerani