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Sito n. Descrizione Località file PDF
02 Fontana di San Lucano Belluno  
Architetture Storico Artistiche (ASA) (vedi scheda n. 59)  
Fontana di San Lucano (Foto: Archivio Fotografico Centro Civiltà dell'Acqua) Statua originale di San Lucano (conservata presso il Museo Civico). Foto: Biblioteca Civica di Belluno – Archivio Fotografico Particolare degli elementi aggettanti in metallo che fuoriescono dalla base decorata con altorilievo (Foto: Archivio
Fotografico Centro Civiltà dell'Acqua)

  • Dati identificativi
  • Struttura edilizia
  • Misure e decorazioni
  • Stato di conservazione
  • Riferimenti
  • Descrizione

Nome dell’opera/
manufatto

Fontana di San Lucano

Tipo edilizio:

Fontana

Localizzazione (Comune, Prov):

Piazza delle Erbe o del Mercato, Belluno, BL, Italia

Coordinate GIS:

Coordinate (tipologia Gauss Boaga): X: 1748605 - Y: 5114517

Anno di realizzazione:

1318
1410
1456 mutilazione basilischi
1461-1474 ristrutturazione e completa sostituzione del fusto
1509 o 1797 scalpellato leone

Progettista:

Ignoto lapicida

Committenza:

Podestà di Belluno

Destinazione originaria:

Fontana pubblica

Destinazione attuale:

È svanita quasi totalmente l'utilità immediata della fontana anche se la componente estetica gioca ancora un ruolo importante nella Piazza del Mercato

Proprietà:

Comune di Belluno

Contatto per la visita:

Libero accesso

Pianta

Catino circolare suddiviso in dieci specchiature irregolari

Tecnica Muraria

Pietra di Castellavazzo scolpita; metallo fuso

Basamento

Poggia su una base di grandi lastre sulla quale si innesta il gradino che determina l'incasso per lo scolo dell'acqua

Decorazione
terminale

Al vertice della fontana si trova la copia ottocentesca (opera di Francesco De Min) della statua di S. Lucano perché l'originale fu mutilato da un facchino nel 1847.
Quest'ultima, in calcare, si conserva presso il Museo Civico di Belluno: è di ignoto scultore del XV secolo, acefala, mutila delle braccia e alta cm. 71. La superficie risulta abrasa ma in qualche parte si conservano tracce di policromia. La scultura è cronologicamente vicina al manufatto collocato sulla fontana di piazza Duomo.
Probabilmente in origine il pastorale retto dalla mano sinistra del Santo era in metallo, mentre la mano destra era nella consueta posizione benedicente.

Misure

Raggio interno: cm. 147; altezza lavello: cm. 86 (interno); cm. 84 (esterno). Altezza totale cm. 361

Decorazioni

Il "fuso" centrale decorato e sormontato da dado e cuspide è tipico delle fontane di Belluno e non riscontrabile altrove. La fontana in oggetto presenta due dadi sormontati. Dal primo escono i bocchettoni per l'acqua sui quali si potevano anche appendere i secchi: i cannelli sono inseriti in elementi plastici conformati a testa di animale e la loro foggia (3 semplici e 1 mosso) può aiutare a datare la fontana stessa.
Il dado inferiore ha gli angoli smussati e presenta quattro teste di leoni.
Il dado superiore, di dimensioni maggiori, reca tracce di "leoni marciani", lo stemma della città di Belluno con i basilischi scalpellati, affiancato dalle lettere C e B (Civitas Belluni) e gli stemmi di alcuni Podestà di Belluno.

Stato attuale:

Mediocre

Restauri e compromissioni
significative:

1410 rotazione dado
1456 mutilazione basilischi dello stemma cittadino
1461-1474 ristrutturazione e completa sostituzione del fusto
1509 o 1797 (?) scalpellato il leone di San Marco simbolo della Repubblica di Venezia
1847 mutilazione della statua originale di San Lucano (oggi conservata presso il Museo Civico)

Categoria/parole chiave

Santo protettore delle inondazioni / Estetica dell'acqua / Usi civili dell'acqua

Fonti:

Giorgio Piloni, Historia della città di Belluno, Venetia,1607 (Ms. ma anche copia anastatica del 1969)
Florio Miari, Memorie, ed Iscrizioni raccolte da Florio Miari nell'anno 1823 (Ms.)

Archivi:

Archivio Storico del Comune di Belluno (per la cartografia e piante degli acquedotti)

Bibliografia:

V. Caputo, 270 fontane per il Bellunese, Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali, serie "Quaderni", n. 26, Belluno, 1985
Catalogo del Museo Civico Vol. III, Bertrand Jestaz, Le placchette e i piccoli bronzi: Tiziana Franco, Le sculture, 1997
M. Dal Mas, R. M. Dal Mas, Le fontane di Belluno, Belluno, 1993
G. De Bortoli- A. Moro - F. Vizzutti, Belluno storia architettura arte, Istituto Bellunese di Ricerche Sociali e Culturali, Belluno, 1984
M. Perale, Le antiche fontane di Belluno: per una redifinizione della successione cronologica degli interventi, Estratto "Archivio Storico Belluno Feltre Cadore", LXVIII, 298 gennaio-marzo 1997, pp. 3-21

Descrizione dell’opera/
sito/manufatto

La fontana di San Lucano è considerato il monumento più caratteristico e antico della piazza del Mercato o piazza delle Erbe.
E' composta da un lavello circolare e da un elemento centrale terminante con una statua di santo vescovo. I testi epigrafici, i fregi decorativi e i cinque stemmi scolpiti sul dado e sul fusto indicano che la fontana non è stata concepita né da una stessa mano, né committenza, né epoca. Si può ritenere risistemata nel 1410 sotto il podestà Benedetto Trevisan su un precedente trecentesco e poi ristrutturata tra il 1461 e il 1474, per gli stemmi sul nodo inferiore del podestà Candiano Bolani e Antonio Basadonna.
È stato ipotizzato (Perale 1997) che sull'iscrizione sul lato nord del dado superiore si possa leggere l'anno MCCCXVIII (1318), cioè la fine del mandato del Podestà Rambaldo da Romano, ovvero quando furono realizzati in città anche altri importanti lavori alle condotte idrauliche e alle fontane. Lo storico Piloni riporta che "Fu fatto a Cividale per beneficio pubblico quel ridotto dove si radunano le acque di fonti nella casa de Persicini nella contrata di Crosdecale: donde poi si partono in molti sotterranei canalli e condotti per servitio del publico e de particolari cittadini". Ciò che resta si può riconoscere nel grande lavatoio coperto nel cortile di palazzo Prosdocimi (già sede dell'Anagrafe) dietro la fontana della Motta.
La fontana nacque probabilmente con una sola facciata scolpita (a nord) con lo stemma di Belluno e quando, nel 1409-10, il Podestà Trevisan mise mano alla fontana - forse per malfunzionamento della rete idrica per i ripetuti terremoti – fece ruotare il dado di 90 gradi in senso antiorario, facendo occupare al leone marciano il posto centrale che prima era dello stemma cittadino.
Si sa grazie a una lettera del 1826 del Capo Mastro Municipale - scritta in occasione di un guasto - che "l'acqua sporca che sorte dalla Fontana del Mercato Vecchio […] continuava il suo corso fino alla vasca al di fuori della Porta del Macello […]"

Descrizione del contesto
di riferimento:

San Lucano, vescovo di Bressanone, è noto per aver diffuso la fede cristiana nella Val Belluna e nell'Agordino nel V secolo, divenendo uno dei patroni della città, assieme a S. Gioatà e S. Martino. Le spoglie di S. Lucano giunsero a Belluno intorno al IX-X secolo per iniziativa dei canonici che eressero la chiesa a lui intitolata, oggi scomparsa. E' invocato contro la calunnia, le inondazioni delle acque, contro le malattie, la timpaniste e l'idropisia.
La piazza in cui si trova il manufatto occupa lo spazio dell'antico foro romano e ancora oggi è denominata Piazza di Foro o Piazza delle Erbe o del Mercato per la presenza del mercato di frutta e verdura e per le botteghe sotto i portici, di antica tradizione. L'impianto attuale della piazza risale al Cinquecento. Si possono ammirare interessanti esempi di palazzi con affreschi ed elementi decorativi sulle facciate e all'interno. Il Palazzo Costantini, con la bianca balustra in facciata, è celebre per aver ospitato Massimiliano I durante i fatti della Lega di Cambrai. Vi è inoltre il Palazzo di Pietà terminato nel 1531, la cui facciata è ricca di ornamenti in pietra e l'adiacente chiesa con interessanti opere d'arte dei bellunese Ridolfi e Brustolon.

Descrizione altre attrattive
(paesaggi e luoghi d’acqua,
prodotti tipici locali e servizi
turistici aggiuntivi)

Il Museo Civico si trova a due passi dalla piazza del Mercato.
Nella piazza, presso il Monte di Pietà ha sede la Fondazione Angelini "Centro Studi per la montagna" che possiede una biblioteca specializzata sulla montagna che ha come scopi la promozione e lo sviluppo della ricerca scientifica e della formazione culturale sulla montagna.
A Belluno sono rinvenibili prodotti tipici di provenienza da diverse valli: vari tipi di formaggio (tra cui: "nustràn", agordino di malga, Busche, Casel Bellunese, Cesio, Contrin, Dolomiti, Fodom, Latteria di Sappada, Malga Bellunese, Montemagro, Nevegal, Renaz, Zighel, Zumelle, ricotta affumicata, etc), farina per polenta di mais sponcio, liquore Barancino, miele Dolomiti Bellunesi, salame bellunese, speck del Cadore o di Sappada. Durante il periodo natalizio, nei panifici e nei ristoranti del centro è possibile gustare il "pan de Belùn", dolce tipico di Belluno con frutta secca.

Commenti/note

Le fonti attestano che dal 1576 era previsto un "Fontanaro" che percepiva un salario mensile e che nel 1588 fu necessario istituire due Provveditori alle Fontane, con il compito di attendere che la città fosse sempre provvista d'acqua e al contempo di soprintendere al Fontanaro

Compilatore della scheda

Letizia Lonzi / Lionello Puppi