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Sito n. Descrizione Località file PDF
86 Presa del Consorzio di Bonifica Brentella Alano di Piave  
Archeologia Industriale (AI) (vedi scheda n. 80)  
   
  La presa del canale Brentella vista da nord. Foto: www.magicoveneto.it  

  • Dati identificativi
  • Struttura edilizia
  • Architettura interna
  • Stato di conservazione
  • Riferimenti
  • Descrizione

Nome dell’opera/manufatto

Presa del Consorzio di Bonifica Pedemontano Brentella di Pederobba in Montebelluna, ora Consorzio di Bonifica Piave

Tipo edilizio:

Traversa/sbarramento fluviale

Localizzazione (Comune, Prov):

Alano di Piave, BL, Italia

Coordinate GIS:

Coordinate (tipologia Gauss Boaga): X: 1727676 - Y: 5088176

Anno di realizzazione:

1926-1929

Progettista:

Gustavo Bucchia e Gio. Batta Dall’ Armi per il progetto originale del 1885, Guido Dall’ Armi per la revisione del 1912 e per il progetto definitivo del 1925.

Committenza:

Consorzio Pedemontano Brentella di Pederobba, con il concorso esterno di altri enti

Destinazione originaria:

Opera di presa per canale industriale/irrigazione

Destinazione attuale:

Mantiene la destinazione originaria

Accessibilità:

Ben visibile sia dalla SR 348 “Feltrina” che dal Ponte sul Piave detto “di Fener” SP 32, si raggiunge facilmente da sud-est dell’ abitato di Fener. La presa è sita in via Giovanni XXIII.

Contatto per la visita:

Di proprietà del Consorzio Brentella (ora Consorzio Piave) è accessibile nei giorni e nei modi stabiliti dalla proprietà, contattabile a:
0423 2917, http://www.consorziopiave.it, info@consorziopiave.it
Via Santa Maria in Colle 2, 31044 Montebelluna TV.
Aperto in orari d’ufficio, chiuso il venerdì pomeriggio

Pianta

Rettangolare, regolare, (per l’opera di presa e per lo sghiaiatore); a “mezzo imbuto schiacciato” per lo sbarramento. Il complesso comprende anche la casa di abitazione del custode, tutt’ ora abitata e con questa funzione.

Tecnica Muraria

Calcestruzzo armato. In cassoni a pressione per le parti sotto il livello dell’ acqua. Struttura a travature portanti per lo sghiaiatore. Pareti rivestite in pietra di Schievenin, parte anteriore e porfido del Cismon (sghiaiatore); il manufatto di presa è rivestito anch’ esso in parte con pietra da taglio di Schievenin, parte con mattoni a faccia vista e commessure stillate a malta di cemento.

Solai

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Coperture

Piana, in calcestruzzo, parte a terrazzo

Pavimenti

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Scale

Presenti accessi a scala per lo spostamento tra i vari piani della struttura

Arredi interni

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Decorazioni

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Stato attuale:

Ottimo

Restauri e compromissioni
significative:

Solo alcuni piccoli adeguamenti, come lo scivolo per i pesci verso la sponda sinistra del Piave. Subito a valle dello scarico in Piave dal bacino di calma si sta costruendo una nuova centrale idroelettrica.

Categoria/parole chiave

Sbarramento fluviale / Opera di presa / Canale artificiale /Usi industriali dell’acqua

Fonti:

Edite

Archivi:

Archivio storico del Consorzio di Bonifica Pedemontano Brentella di Pederobba in Montebelluna

Bibliografia:

F. Antoniol, Acque antiche… Nuove industrie. L’acqua del canale Brentella e lo sviluppo dell’ energia elettrica, Terra Ferma, Vicenza, 2009
G. Cenedese, Cenni sull’ origine, organizzazione e sviluppo del Consorzio Irriguo Brentella di Pederobba in provincia di Treviso, Terra Ferma, Vicenza, 2007
A. Serena, G. Dall’Armi, S. Mazzarolo, Il canale della Brentella e le nuove opere di presa e di derivazione nel quinto secolo dagli inizi. Cronistoria, descrizione tecnica, ordinamento, Arti grafiche Longo e Zoppelli, Treviso, 1929

Descrizione dell’opera/
sito/manufatto

La presa del Consorzio Brentella, sul Piave a Fener.
La presa del Consorzio Brentella, edificata tra il 1926 e il 1929, è il risultato di una concomitanza di avvenimenti che concentratisi, hanno risolto una situazione di precarietà della presa stessa perdurante da circa 5 secoli.
Fino a quel momento, (escludendo una presa più stabile costruita al Molinetto nel 1919, dopo la fine della guerra), la presa era un manufatto “artigianale”, composto da un’ edificio di struttura rustica per le paratoie vere e proprie e di una traversa perpendicolare al Piave composta da treppiedi in legno conficcati sul greto del torrente, nei quali venivano innestati dei fasci di rami (a volte mais, o addirittura steli di canapa) che servivano a fermare la corrente e a convogliarla alla presa.
Complice il progressivo spostarsi a sinistra del corso del Piave queste prese non furono più sufficienti al loro scopo. Inoltre, in questo periodo, siamo tra gli anni 70 e 80 dell’ Ottocento, si concentrano sulla zona gli interessi della neo costituita società che impianterà il Canapificio Veneto e che necessita di tutta la forza idraulica possibile, viene deciso il tracciato della ferrovia Treviso-Belluno passante per Crocetta (per il motivo precedente) ma anche per motivi militari (la ferrovia corre tutta in argine destro e la sua barriera si intreccia con quella del canale) inoltre da ultime si fanno insistenti le richieste della SADE che vuole sfruttare anche l’acqua del canale per la produzione intensiva di energia elettrica, (aggiungerà agli storici impianti già esistenti sul canale, ben due centrali, a Molinetto di Pederobba e a Croce del Gallo presso Crocetta del Montello.
Questi elementi, diluitesi nel tempo fanno si che nel 1926, si arrivi all’ approntamento di un progetto definitivo, di Guido Dall’Armi, che integrava i precedenti (del 1885 e del 1912) che prevedeva la costruzione del manufatto tutt’ora esistente e funzionante, e che permetteva secondo le caratteristiche di progetto di derivare da Fener una portata variabile nel corso dell’ anno da 24 a 46 mc d’ acqua, (parzialmente restituiti in Piave per le competenze di altri utilizzatori.
La presa è composta di:
Una diga di pianta a mezzo imbuto schiacciato, di lunghezza totale di 326,00 metri e una larghezza di 4,00 metri. La cresta è collocata ad un livello medio di 1 metro sopra le ghiaie del fiume. Inclinata e smussata per il defluire della corrente e delle ghiaie è rivestita in blocchi di pietra di Schievenin (ad eccezione della cresta, corrodibile, che è in porfido della valle del Cismon). La gettata di valle è stata prudenzialmente prolungata in modo di evitare il profilo trasversale e di evitare scalzamenti al piede della struttura.
Da uno sghiaiatore o callone, costituito da due luci libere, ciascuna di 22,50 metri, munite di paratoie automatiche a settore; ha la soglia della larghezza di metri 13,40, divisa in due parti dal battente delle paratoie. Anche qui i rivestimenti si differenziano a seconda dell’ usura prevista. La luce netta dello sghiaiatore è di metri 45, per cui prima che il fiume abbia a stramazzare deve raggiungere una portata “morbida” superiore ai 600 mc. Le spalle e la pila si elevano all’ altezza di metri sette sopra il callone e su di esse poggiano i pozzi in cemento armato uno per ogni estremità delle paratoie, nei quali scorrono i contrappesi per la manovra automatica delle paratoie stesse. Sopra di questi è collocato il serbatoio contenente l’ acqua necessaria alla manovra. Il delicato sistema di contrappesi e valvole permette il controllo automatico del pelo d’ acqua.
Un manufatto di presa/bacino di calma e scarico di fondo; il manufatto di presa è lungo 35 metri, largo 6,50 e costituito da 7 bocche della luce netta di 4,25 metri ciascuna. Si trova appoggiato all’estremità destra dello sghiaiatore. Sopra, nei due piani dell’ edificio sono ricavati i vani di ispezione delle paratoie, (al primo piano) e il vano di manovra delle stesse (al secondo, dove sono siti, appunto i tre motori elettrici che alzano o abbassano le paratoie, manovra eseguibile anche a mano). Segue il bacino di calma, della superficie di mq. 2000 circa, destinato a trattenere le materie solide trasportate dal fiume e che nonostante tutto siano riuscite ad oltrepassare le paratoie. Il bacino è munito di 5 bocche di scarico (caratteristiche originali) della luce, ciascuna di metri 1,90. Al lato ovest del bacino, è ricavato l’ incile del canale di derivazione.

Descrizione del contesto
di riferimento:

L’opera di presa fa parte del sistema del Canale Brentella, che appartiene all’omonimo Consorzio (ora Consorzio Piave) su cui insistono il Canapificio Veneto di Crocetta del Montello (cfr. sito n. 193) e la ferrovia Treviso-Calalzo, (cfr. sito n. 194). Dello stesso sistema fanno parte le antiche Terze Porte e la riviera del canale in zona Montello (cfr. sito n. 172).

Descrizione altre attrattive
(paesaggi e luoghi d’acqua,
prodotti tipici locali e servizi
turistici aggiuntivi)

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Commenti/note

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Compilatore della scheda

Francesco Antoniol