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Sito n. Descrizione Località file PDF
81 La cartiera di Vas Vas  
Archeologia Industriale (AI) (vedi scheda n. 79)  
  Vedute degli esterni della cartiera di Vas. Fonte: F. Antoniol, Archivio Studio Associato Virginia  

  • Dati identificativi
  • Struttura edilizia
  • Architettura interna
  • Stato di conservazione
  • Riferimenti
  • Descrizione

Nome dell’opera/manufatto

Cartiera di Vas

Tipo edilizio:

Opificio idraulico per la produzione di carta

Localizzazione (Comune, Prov):

Vas, BL, Italia

Coordinate GIS:

Coordinate (tipologia Gauss Boaga): X: 1727453 - Y: 5091305

Anno di realizzazione:

XVI sec.

Progettista:

Anonimo/Non conosciuto

Committenza:

Famiglia Gradenigo

Destinazione originaria:

Tessitura, poi cartiera

Destinazione attuale:

In fase di restauro per essere adibita a incubatore artigianale/industriale

Accessibilità:

In posizione evidente e facilmente individuabile da entrambe le statali che risalgono il Piave (SR 348 “Feltrina” e SP 1 bis)m è raggiungibile da quest’ ultima, svoltando a destra appena superato l’ abitato di Vas in via Case Sparse. La cartiera si trova in un avvallamento tra, appunto Via Case Sparse e la Sp 1bis che nel tratto prende il nome di Via Madonna del Piave.

Contatto per la visita:

L’area, a rigore non è visitabile, dato il suo stato ancora non definito. Maggiori informazioni presso il Comune di Vas: Piazza I  Novembre, 1.
Tel 0439 788162

Pianta

Più corpi di fabbrica (5 i principali), a pianta regolare rettangolare

Tecnica Muraria

Pietra e calce, ora intonacata

Solai

Parte in legno

Coperture

A falda in parte con travature in legno

Colonna

-

Scale

-

Arredi interni

Gli interni si presentano pressoché spogliati del loro valore storico-testimoniale

Decorazioni

-

Stato attuale:

Ottimo

Restauri e compromissioni
significative:

Il restauro, è stato radicale, soprattutto negli interni, riattati secondo le vigenti norme di sicurezza e le attuali esigenze lavorative.

Categoria/parole chiave

Opificio idraulico (cartiera) /Usi industriali dell’acqua

Fonti:

Edite

Archivi:

-

Bibliografia:

www.raixevenete.net   

Descrizione dell’opera/
sito/manufatto

Presumibilmente dopo che sul territorio fu passato l'uragano della guerra cambraica, quando tutto fu tornato tranquillo, i Gradenigo, patrizi veneziani della nobile famiglia a cui avevano appartenuto tre dogi, si stabilirono a Vas ove ebbero un vero e proprio feudo ricco e sontuoso.
Si fecero costruire un palazzo con annessa cappella, in cui trovò sepoltura il senatore veneto Bernardo Gradenigo. La famiglia Gradenigo era anche proprietaria di una piccola industria tessile che nel 1826 vendé a Giovanni Marsura. In seguito Marsura trasformò la fabbrica di tessuti in una cartiera che, nel 1887 fu acquistata da Giacomo Zuliani. Giacomo Zuliani si dimostrò un vero pioniere industriale, ingrandì la cartiera e si dedicò a molte altre fortunate imprese, dando così un forte impulso alla rinascita economica e sociale del territorio di Vas.
In particolare, il periodo di massimo splendore per Vas si ebbe tra il XVI e il XVII, quando il paese era sotto la dominazione della Serenissima Repubblica di Venezia proprio nel periodo, come visto, in cui fu fondata la cartiera, cuore pulsante dell'economia e dell'industria di Vas. Grazie alle acque limpide del torrente Fium, a Vas si produceva un tipo di carta di alta qualità, la cui diffusione era agevolata dalla vicinanza del paese con il fiume Piave.
Il volume di carta prodotta a Vas era di gran lunga il più alto in tutto lo stato veneziano, con grandi benefici per il comune. L'impianto fu di proprietà delle diverse famiglie che si susseguirono nella dominazione del paese: dopo i Gradenigo, i Dolfin e i Corner.
Nel XVIII secolo la gestione della cartiera passò a una famiglia di stampatori bassanesi, i Remondini che dopo aver sfruttato l’impianto si trasferirono ad est, a Valstagna (più vicina alla loro zona di influenza, il bassanese) dove impiantarono un’ altra famosa cartiera. I Marsura poi, provvidero a mantenerla operosa per tutto l'Ottocento; dopo essere stata convertita in peschiera, la cartiera si fermò nel 1963. Oggi si stanno ultimando i lavori per il recupero della struttura originaria a fini artigianali e di “incubatore” di attività.
Il manufatto si presenta a tutt’oggi fortemente restaurato, le strutture principali rimangono intatte, sono scomparsi i macchinari interni e le caratterizzazioni produttive dei diversi corpi di fabbrica che appaiono uniformati.
Sono presenti e ancora ben visibili la ciminiera che serviva da camino per le macchine a vapore, il corpo principale poi si eleva come un elegante palazzina a quattro piani, con segna piano e due balconcini sulla facciata presumibilmente residenziale padronale.
Tra le strutture più antiche, presumibilmente si colloca il corpo più a nord, risalente forse all’epoca della sola tessitura e che poteva servire alla fase finale della lavorazione dei panni.
Da nord, spicca ora, all’altezza dell’attraversamento del Fium, uno sgrigliatore automatico in ferro.

Descrizione del contesto
di riferimento:

Con ogni probabilità i primi abitanti di quest’area furono richiamati dalla eccezionale disponibilità d’acqua e dalle immense riserve di legname che il bosco poteva offrire.

Descrizione altre attrattive
(paesaggi e luoghi d’acqua,
prodotti tipici locali e servizi
turistici aggiuntivi)

Poco a sud, le porte del Consorzio Brentella, cfr. sito 86.
Sempre a sud, nella sinistra orografica del Piave, notevole il borgo di Stramare, nei pressi di Segusino (sito 196).

Commenti/note

 

Compilatore della scheda

Francesco Antoniol